Villa Valmarana e la Rotonda

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Villa Valmarana
Detta ai Nani per le statue sulla recinzione, la villa venne edificata nel 1665-70, ma assunse le attuali forme grazie all'intervento di Francesco Muttoni nel 1736. Nel 1757, G.B. Tiepolo e il figlio Giandomenico furono chiamati a decorare la palazzina e la foresteria con affreschi che restano uno egli episodi più alti della pittura veneta del '700. La palazzina, con quattro stanze affrescate da Giambattista, ospita cicli di scene dedicate all' "Iliade", all' "Orlando Furioso", all' "Eneide" e alla "Gerusalemme liberata"; nell'atrio due scene dall' "Ifigenia in Aulide" e due di carattere mitologico. Giandomenico lavorò invece alle sette stanze della foresteria, dove ogni ambiente ha un tema a sé. Procedendo da nord si incontrano: la Stanza cinese, la stanza delle Scene campestri, la stanza gotica, la stanza dell'Olimpo (di Giambattista), la stanza delle Scene carnevalesche, la sala della Loggia (di Gerolamo Mengozzi Colonna e Antonio Visentini) e la sala dei Putti.

Vicenza - La Rotonda del Palladio

La Rotonda
Considerata il maggior capolavoro del Palladio, la villa Almerico-Capra, iniziata nel 1567, alla morte dell'architetto era ancora incompleta nella parte superiore. Fu Vincenzo Scamozzi, nel 1606, a realizzare la cupola che, sormontata dalla lanterna, copre il salone circolare al piano nobile. Proprio questa "rotonda" è il centro nevralgico della composizione, alla quale il Palladio imprime forza centrifuga allungando la sala centrale verso l'esterno, nei quattro pronai ionici e nelle scalinate. La villa è così una architettura aperta, che guarda la città e la campagna.
L'interno è decorato da stucchi di Bartolomeo Ridolfi (per i camini), Lorenzo Rubini, Ruggero Bascapè e Domenico Fontana; il salone centrale è affrescato Lodovico Dorigny e, nella cupola, da Alessandro Maganza. Un intervento di Francesco Muttoni (1725-40) modificò attico e mezzanini.

 

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