Corso Palladio e le piazze centrali
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Piazzale De Gasperi
Gli edifici del lato orientale della piazza, che segna il limite della
città duecentesca, seguono il tracciato delle mura comunali, rafforzate
dai Della Scala con il Castello (1338), a pianta quadrilatera e difeso
da fossato. Del complesso resta oggi solo il torrione che domina
la porta Castello, aperta nel 1343 sul sito di quelle comunale e
romana.
Piazza Castello
La sua pianta regolare è dovuta a varie trasformazioni, in particolare
alla costruzione del palazzo Piovini (1656-58) che incorporò la
facciata di palazzo Capra e definì l'ortogonalità con corso Palladio.
Sul lato sud spicca l'incompiuto palazzo Porto, progetto
palladiano realizzato nella sola ala ovest da Vincenzo Scamozzi dopo il
1580. Sul lato nord, con la facciata principale rivolta sul corso, è il
palazzo Thiene, poi Bonin-Longare, che Vincenzo Scamozzi
costruì nel 1580-86 su disegno altrui; c'è chi vede la mano del Palladio
nel gioco di rimandi tra la facciata principale, a doppio ordine di
semicolonne, e il doppio loggiato posteriore.

Corso
Palladio
L'asse principale, intorno al quale la città è andata organizzandosi nel
corso dei secoli, ha mantenuto inalterato il proprio tracciato da quando
fu decumano massimo della romana "Vicetia". Superata, a destra, la
facciata superstite di palazzo Capra (1467), attribuito al
Palladio, il tracciato è movimentato da palazzo Loschi (1782), il
cui arretrato prospetto si riallinea solo grazie al corpo centrale. Di
fronte è la chiesa di San Filippo Neri (1730), con facciata
neoclassica del 1824 e presbiterio rococò all'interno. Dalla stradella
dei Filippini si raggiunge la chiesa di Santa Maria e San Cristoforo,
originaria della seconda metà del '400, con portale sormontato da un
baldacchino, ideato da Orazio Marinali per proteggere tre statue (ora
sostituite da copie).
Sulla facciata del quattrocentesco palazzo Thiene spicca una
pentafora con balcone ad archi acuti. Dopo l'incrocio con corso
Fogazzaro, è il palazzo Braschi-Brunello, eretto in forme
gotico-veneziane intorno al 1480; sull'altro lato del corso, palazzo
Pojana, costruito nel 1564-66 su disegno del Palladio, scavalca
contrà Do Rode con un archivolto che unisce edifici più antichi.
Capolavoro di Vincenzo Scamozzi è il palazzo Trissino-Baston,
oggi sede del Municipio e dell'Accademia Olimpica, che segna l'angolo
tra corso Palladio e contrà Cavour. Iniziato nel 1592 e terminato nel
1667, il palazzo, che si caratterizza per la presenza di elementi
classici nel prospetto sul corso, si articola intorno al quadrato
centrale. Questo "prosegue" in quattro atrii, dove ricompaiono colonne
tuscanico-doriche a reggere la trabeazione. Nell'interno, lo scalone
d'Onore, decorato da stucchi, conduce al secondo piano, dove è la
sala della Giunta comunale, con fregio di Giulio Carpioni.
Superato il quadrivo formato dall'intersezione tra corso Palladio e le
contrade Porti e del Monte, s'incontra un gioiello dell'architettura
tardogotica vicentina: palazzo Dal Toso-Franceschini-Da Schio,
del 1477, dove l'arco del portale, culmine della decorazione, presenta
motivi vegetali della bottega di Tommaso da Lugano e Bernardino da Como.
Il palazzo Marcantonio Valmarana (1593), esempio di "stile
severo" di marca scamozziana, conclude l'isolato e si dispone su due
ingressi. Poco oltre, a sinistra, la casa Cogollo (1559-62), che
la tradizione chiama impropriamente casa del Palladio, annuncia
