Marostica e l'Asticense
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Si vede da lontano emergere dalla pianura la sagoma della cinta murata di Marostica, che s'inerpica sulle pendici del colle Pausolino. Originariamente localizzato più a est, l'abitato venne ridefinito durante il dominio scaligero (1311-86) con la costruzione del Castello Inferiore e del Castello Superiore che, posti in posizione strategicamente complementari, permettevano simultaneamente una migliore difesa da attacchi nemici e un totale controllo delle vie di traffico pedemontane. Sintesi dell'immagine cittadina è la partita a scacchi disputata negli anni pari da personaggi in costume: si dice rievochi la sfida al tavoliere che qui si svolse, nel 1454, per la mano della bella Lionora, figlia del podestà veneziano.

Sulla piazza porticata che apre la città, al cui centro è disegnata la scacchiera per la tradizionale partita a scacchi, prospetta il Castello Inferiore, che dal XV sec. fu sede podestariale. L'edificio, oggi nella veste conferitagli da un radicale restauro attuato nel 1935, ospita anche un piccolo museo con i costumi della tradizionale partita a scacchi. Sul lato opposto è l'asse dell'attuale via Mazzini, che congiunge porta Breganzina, a ovest, con porta Bassanese, a est, parti integranti della cinta muraria trecentesca. Tratti di edilizia antica si conservano in via Bassano, dove sorge anche la piccola chiesa di San Marco (1450). Sebbene il suo attuale aspetto sia barocco, risale invece al 1383 la chiesa di Sant'Antonio Abate, trasformata nel 1830 e oggi priva dell'annesso monastero; nell'abside è custodita una pala di Jacopo e Francesco Bassano con la Predicazione di San Paolo ai greci (1574). Una scenografica scalinata porta alla seicentesca chiesa del Carmine, da cui parte il sentiero che sale al Castello Superiore, raggiungibile anche in auto uscendo da porta Breganzina. La fortificazione, da cui si gode un ampio panorama sulla pianura, mantiene d'originale il basamento e qualche tratto di parete.
Uscendo, invece, da porta Bassanese si incontra borgo Giara, primitivo nucleo di Marostica sorto lungo il tracciato dell'antica strada pedemontana. La pieve di Santa Maria, documentata dal XIII sec., fu chiesa matrice dell'intero altopiano di Asiago. Ampliata ne XV sec., acquisì la veste attuale nel primo '700. Sovrasta il borgo l'ex convento di San Sebastiano, di origini coeve, ripreso e accresciuto tra il 1485 e il 1647.
Nel territorio a ovest di Marostica si incontra, all'inizio dell'abitato di Mason Vicentino, la settecentesca villa Angaran delle Stelle con facciata scandita da colonne ioniche. Del complesso fa parte una cappella gotico rinascimentale. Oltre il bivio per Lusiana, che introduce nella zona dei Sette Comuni, è Breganze, importante centro vitivinicolo. Fortilizio in età medievale e rinascimentale, conserva parti del sistema difensivo trasformate o inglobate in edifici successivi. Nella piazza centrale, l'ottocentesca Parrocchiale sorge sulle fondamenta di una antica pieve, già esistente nel 1297.

Nei pressi della poco lontana Lonedo, frazione di Lugo di Vicenza, si fronteggiano a brevissima distanza, costituendo quasi un'unica emergenza architettonica, due ville. Villa Godi Valmarana ora Malinverni, completata nel 1542, fu una delle prime progettate dal Palladio che qui si ricollega ancora ai modi quattrocenteschi. Nell'interno, notevole per gli affreschi (1552-57) di Gualtiero Padovano, Battista del Moro e G.B. Zelotti, è esposta la Collezione Malinverni con dipinti dell'800 italiano. Il giardino retrostante si distende verso la valle, seguendo il disegno romantico Antonio Caregaro Negrin (1852). Sul colle vicino è villa Piovene Porto Godi, di impianto cinquecentesco; non concordemente attribuita al Palladio ne riprende i modi soprattutto nel pronao (aggiunto tra il 1575 e il 1587) preceduto da una scenografica scalinata inserita in un giardino a terrazze, disegnato da Francesco Muttoni (1740). Visitabile è il parco romantico realizzato agli inizi del XIX sec. su progetto di Antonio Piovene.
Anche nel territorio di Sandrigo, con una Parrocchiale che reca in facciata statue di Orazio Marinali, si trovano interessanti ville. Fra tutti da notare la cinquecentesca villa Sesso, sulla strada verso Lupia, opera di un architetto vicino ai modi del Palladio.
