La pianura veronese

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Villafranca di Verona
Sebbene di aspetto ottocentesco, la cittadina fu fondata nel 1185 per volere del comune di Verona nell'ambito di un programma di colonizzazione agraria che prevedesse al rifornimento e alla difesa della città; la rete viaria resta sostanzialmente quella originaria, organizzata su tre assi longitudinali. Corso Vittorio Emanuele II è l'asse centrale e su esso affaccia la parrocchia dei SS. Pietro e Paolo (1769-1882). Nella laterale via della Pace, la villa Grandini Morelli-Bugna racchiude la sala del Trattato franco-austriaco del 1859. Chiude il corso la mole del Castello, eretto su una piattaforma rialzata (forse romana) in tre fasi successive (1202, 1234 e 1345-59); vi ha sede il Museo del Risorgimento.

Villafranca di Verona - Corso Vittorio Emanuele II

Custoza
Tra le colline moreniche che danno vini rinomati, il borgo, che fu teatro di sconfitte piemontesi e italiane (nel 1848 e 1866), è caratterizzato dal lungo viale di cipressi che collega alla pianura la villa Nottolini (secoli XVII-XIX), sopra il paese. Sul colle opposto a ricordo delle due battaglie si trova l'Ossario (1879).

Valeggio sul Mincio
Una collina separa dal fiume questo piccolo centro abitato, che mantiene l'aspetto di borgo urbano-rurale dovuto alla fondazione durante l'età medievale, analoga per funzioni a quella di Villafranca di Verona. In villa Sigurtà, all'inizio dell'abitato, il vasto e caratteristico parco risale ai primi dell'800. In fondo alla via principale, opposta alla neoclassica parrocchia di San Pietro, una strada sale verso i resti del Castello scaligero.

Legnago
Il più importante centro industriale della pianura veronese vanta una fondazione preistorica e una frequentazione romana, anche se dal X sec. divenne una piazzaforte militare, ruolo rafforzatosi in età veneziana e sotto gli austriaci; la funzione difensiva comportò conseguenze sull'impianto urbano, anche se due devastanti piene dell'Adige e i bombardamenti della seconda guerra mondiale ne hanno modificato radicalmente il volto.
Nella centrale piazza della Libertà, un torrione in rovina è l'ultimo pezzo della rocca. Incompiuto è anche il Duomo (sec. XVIII-XIX), a sinistra del quale le vie Marsala e XX settembre conducono a una piazza sul quale si affacciano il teatro dedicato ad Antonio Salieri, che qui nacque, e la villa Fioroni, dove l'omonima fondazione ospita un Museo storico e un Museo archeologico.

L'Adige a Legnago

Cologna Veneta
Un tempo di coltivava la canapa intorno a questo borgo, fondato come centro agricolo nel 170 a.C. lungo la Via Porciliana e nel medioevo trasformato in piazzaforte; nonostante l'abbattimento (XIX sec.) delle mura scaligere di fine XIII sec., l'assetto del centro storico è rimasto inalterato. La Torre civica (1665) segna l'ingresso nel nucleo antico, via Marconi conduce verso la piazza principale, spazio neoclassico creato dalla demolizione del castello e dominato dal Duomo ottocentesco, con all'interno dipinti di maestri cinquecenteschi. Nella piazza sorge anche il Palazzo del Monte di Pietà (1853), nel quale ha sede il Civico museo archeologico.

Belfiore
Preceduto dalla cinquecentesca ma degradata villa Moneta, il borgo, che nel IX secolo fu castello del capitolo della Cattedrale di Verona, si allunga sulla strada ed è concluso dalla Chiesa di San Michele o Madonna di Stra, rifatta in forme romaniche nel 1143.

Zevio
L'antica (X secolo) piazzaforte sull'Adige ha lasciato tracce consistenti nell'andamento curvilineo dell'abitato, incentrato sul massiccio Castello che fu trasformato in residenza nel '600 e ora è Palazzo municipale. In fondo all'abitato è la parrocchia di Santa Toscana, neoclassica con campanile del '400.

 

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