Il monte Baldo
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Affi
Con i "seregni", i ciottoli arrotondati dal ghiaccio dell'Adige, sono
costruite le case antiche del
borgo, introdotto dalla semplice chiesa di San Bartolomeo che rivela
all'interno begli affreschi dei secoli XIV-XVI. Appena fuori del paese
si trova invece la settecentesca villa Poggi.

A 5 km a nord-est, al centro di un grande anfiteatro morenico, creato dai ghiacciai della val Lagarina, Rivoli Veronese è sede del Museo napoleonico, che ricostruisce la fasi della battaglia del 1797; dalla Rocca, costruita dagli austriaci, si domina l'anfiteatro morenico, il cui arco, quasi completo, si estende per circa 100 km da Sal a Costermano con colline disposte in cordoni, corrispondenti alle varie fasi di ritiro e avanzamento del ghiacciaio.
Caprino Veronese
Fu castrum medievale il paese,
fiorente soprattutto durante il periodo veneziano cui risale la costruzione
di varie ville della zona. La Parrocchiale settecentesca costudisce
dipinti del '500 e '700 e una vasca battesimale del XV sec; occupano
la bella villa Carlotti, seicentesca, il Municipio e il Museo
civico, con un'interessante documentazione storica e archeologica
del monte Baldo.
Piccoli borghi con belle residenze padronali si trovano a oriente, sui fianchi della valletta del Tasso. Poco oltre Platano, dove campeggia un enorme esemplare di più di 600 anni, alti camini in cotto contraddistinguono il quattrocentesco palazzo Nichesola. Poco prima di Lubiara, che vantò una scuola di scalpellini attiva in tutto il circondario, si trova la villa Beccherle (XVI-XVIII sec.). Le case di Porcino sono costruite secondo un modulo canonico nell'architettura contadina: pianterreno adibito a stalla o deposito, scala esterna che conduce all'abitazione; accanto non è difficile individuare i resti delle antiche fornaci.
Boi di Pesina mostra uno dei pochi esemplari rimasti di corte portificata, risalente alla fase di "ricolonizzazione" della terra sotto i veneziani. Pesina venne eletta a residenza, tra '500 e '700, da famiglie della nobiltà terriera, il che spiega il buon tono dell'apparato decorativo della Parrocchiale, con dipinti di artisti veronesi coevi; tra le ville, la Belvedere, detta il Canal, è costruita secondo il modulo che voleva associati l'edificio padronale e quelli rurali. La salita raggiunge un doppio pianoro, toccando San Zeno di Montagna, luogo di vacanze con vista sul lago nato dalla fusione delle contrade che sfruttavano i castagneti intorno, e giungendo a Prada, oggi centro sciistico ma in antico "serbatoio" di foraggio, come il nome ricorda.
Santuario della Madonna della Corona
Tuttora meta di pellegrinaggi è questo complesso religioso, posto lungo
una strada che già nel medioevo collegava la valle dell'Adige con la
piana, che esprime la continuità della tradizione del sacro in queste
contrade. Venne costruito nel '500 su uno sperone roccioso, in sito
inaccessibile, per celebrare l'apparizione della statua dell'Addolorata
mentre i turchi prendevano Rodi (1522), dove l'effige era custodita;
altri parlano di una donazione della scultura da parte di Lodovico di
Castelbarco (1432).

Ferrara di Monte Baldo
Oggi è una località sciistica
e base per escursioni che consentono di addentrarsi in scenari tanto
maestosi quanto rari, ma qui, nella val Ferrara, già i romani estraevano
e lavoravano il ferro.
Presso il rifugio Novezzina, in una bella conca, l'Orto botanico
ricrea diversi ambienti (prato, pascolo, stagno) reintroducendo specie
rare. Presso il successivo Cavallo di Novezza, spartiacque con
la valle di Avio, correva un tipo il confine italo-austriaco. Davanti
alla Bocca di Navene, che si lascia ormai alle spalle il monte
Baldo, si apre la Riserva naturale integrale Gardesana Orientale.
