Da Venezia a San Donā di Piave
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La Gronda lagunare
In uscita da Mestre, la statale 14 corre parallela al canale Osellino,
scavato nel 1507 per allontanare da Venezia
la foce del Marzenego. Attraversando il canale a Campalto, si puō andare
al Passo del Campalto, antico approdo lagunare che offre una
splendida vista su Venezia e sulle principali
isole della laguna che circonda il capoluogo. Tessera fu sede
di un convento di Benedettini, la cui presenza č documentata in tutto
l'alto Adriatico. Il campanile superstite, alto 24 metri e coronato
da bifore, č costruito con "antinelle", piccoli mattoni largamente impiegati
nel medioevo; la sua forma cilindrica, piuttosto rara in territorio
veneziano, costituirebbe una prova della diffusione di modelli ravennati.
Poco oltre Tessera si trova l'aeroporto internazionale Marco Polo,
costruito negli anni '50.

Altino
Oggi piccolo borgo agricolo (frazione di
Quarto d'Altino) in
un suggestivo contesto rurale, si sviluppō nell'antichitā per la posizione
geografica favorevole agli scambi commerciali. Sede di un abitato
paleoveneto, entrō nel V
sec. a.C. nell'orbita di Roma, che ne sancė l'importanza strategica
facendovi passare nel 131 a.C. la Via Annia e, nella prima etā imperiale
(47 d.C.) la Via Claudia Augusta. Dotato di un porto giā nel I sec. a.C., fu abbandonato per le invasioni unne e longobarde (VI sec.), che
provocarono la fuga dei suoi abitanti verso le isole della laguna. Il
Museo archeologico nazionale,
costruito nel 1960 nei pressi della chiesa, offre una ricca documentazione
della cittā romana. I materiali, provenienti soprattutto da necropoli
e databili tra la metā del I sec. a.C. e il secolo successivo, documentano
un alto livello nella produzione artistica. Sotto il portico che cinge
il piazzale della chiesa sono varie epigrafi sepolcrali dalle necropoli
venute alla luce lungo la Via Annia; all'interno, capitelli, frammenti
architettonici e monumenti funebri, tra cui un grande mausoleo con edicola
circolare a colonne contenente una statua di togato. Di fronte al museo
si visita l'area archeologica dell'abitato antico.
Portegrandi
Il modesto agglomerato di sapore tipicamente lagunare sorse in funzione
della conca omonima, costruita a seguito del Taglio del Sile.
Questo alveo artificiale, tangente al bordo della laguna, venne realizzato
dalla Serenissima
nel 1671-82 per convogliare le acque del fiume da Portegrandi (l'antica
foce naturale) a Caposile, e qui immetterle nella Piave Vecchia fino
al mare. La conca di Portegrandi č una secolare "porta" della laguna,
poiché vi transitavano i traffici fluviali incanalati lungo il Sile:
un'epigrafe del 1723, fissata su un muro nell'angolo occidentale della
piazzetta, riporta l'entitā dei pedaggi che allora venivano richiesti
alle varie imbarcazioni.
Il vecchio ponte levatoio di Caposile, piccolo abitato nel territorio comunale di Musile di Piave č un ottimo punto d'osservazione di questo crocevia fluviale; qui le acque del Taglio del Sile vengono incanalate a sud, ma con la possibilitā di risalire l'alveo in direzione opposta. I due rami corrispondono all'alveo originale del Piave, al quale č restato il nome di Piave Vecchia.

San Donā di Piave
Completamente ricostruito alla fine della prima guerra mondiale, č un
rilevante centro industriale
con un'antica vocazione al commercio, confermata dall'origine dell'abitato,
sorto nel XII sec. come luogo di mercato. Sviluppatosi prima sotto i
francesi (1808) e poi sotto gli austriaci, alla metā del XIX sec. lanciō
le iniziative private di bonifica attraverso i Consorzi di scolo, che
portarono a una sostanziale trasformazione del paesaggio e dell'economia.
In viale Primavera č il Museo
della Bonifica che in quattro sezioni (archeologica, della bonifica,
della cultura materiale bellica) ripercorre la storia del territorio.
A valle del Ponte della Vittorio č il Parco fluviale di San Donā.
Il rettilineo che in poco meno di 5 km porta a Noventa di Piave offre, sulla sinistra, un panorama caratterizzato da affioramenti sabbiosi coperti di vegetazione lungo il corso del fiume. Nella Biblioteca civica del piccolo centro sono i reperti archeologici romani e medievali, tra cui resti di un mosaico da una villa rustica di etā imperiale. Imboccando la statale 14 in direzione sud-ovest, e quindi una secondaria sulla destra, si raggiunge Meolo, al centro di un'area bonificata in epoca veneziana. La Parrocchiale conserva affreschi di Giandomenico Tiepolo.
