La riviera del Brenta

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Il bisogno di governare le acque fu di vitale importanza per la Repubblica di Venezia, posta in una laguna alimentata da fiumi e protetta da un sottile cordone litoraneo. La necessità di proteggere il sistema lagunare dall'interramento impose interminabili lavori di ingegneria idraulica, realizzati dal '400 lungo il corso del Brenta, e in seguito lungo altri fiumi.
La riviera del Brenta corrisponde alla prima delle tre opere di fondamentali di canalizzazione che hanno finito per dotare il fiume di tre sbocchi a mare, risultato di successivi dirottamenti sempre più a sud.

Riviera del Brenta

Stra
E' stata la fortunata attività produttiva dei calzaturieri del Brenta, le cui radici artigianali e la cui elevata qualità garantiscono vasti volumi di esportazione, a fare la ricchezza dell'abitato, dalla cui posizione sul percorso della Via Emilia Altinate deriva il proprio toponimo ("Stra" sembra essere abbreviazione del termine strada).
Delle molte residenze, la più nota è la Pisani ora Nazionale, culmine decadente della "cultura di villa" sia per la grandiosità d'impianto sia per l'epoca tarda della costruzione. Fu edificata per la famiglia del doge Alvise Pisani, su progetto di Girolamo Frigimelica, rielaborato e completato verso il 1740 da Francesco Maria Preti, ma nel 1807, gli eredi, indebitati, vendettero la proprietà a Napoleone Bonaparte, che ne fece dono a Eugenio Beauharnais; passò con la Restaurazione agli Asburgo, cui nel 1866 subentrarono i Savoia, e 16 anni più tardi, il demanio; affittata dal 1911 al Centro di Ricerche idrotecniche venne scelta nel 1934 da Mussolini come impressionante proscenio al suo primo incontro con Hitler.
Sulla statale verso Padova si possono rintracciare la tardo-quattrocentesca villa Badoer-Fraghi, la seicentesca villa Zanetti e la cinquecentesca villa Gritti.
Dove termina l'ansa di villa Pisani si trovano la seicentesca villa Benzi e, oltre la strada, villa Soranzo (primi '500); quasi le corrisponde, seminascosta dagli alberi alla sponda opposta, villa Lazara Pisani detta la Barbariga, già residenza della nobile veneziana Chiara Barbargio Pisani.

Dolo
"Barche da Vicenza, Frassene, Este e Monselice: andar in su soldi quatro, a venir in zo soldi tre" recita il tariffario seicentesco scolpito alle porte del Dolo. Ma dal battello l'iscrizione marmorea del 1656 non è visibile, situata com'è in una vecchia conca interrata, poiché da oltre mezzo secolo il traffico è stato deviato per evitare il paese.
Del vecchio assetto restano i mulini e lo squero (cantiere) cinquecentesco, anch'esso tuttavia ormai a secco. Poco lontani sono i comignoli alla veneziana della tardo-cinquecentesca villa Bon - o palazzo Andreuzzi Bon - e il palazzo Ferretti-Mocenigo (o villa Angeli-Ferretti), progettato nel 1596 da Vincenzo Scamozzi.

 

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