Chioggia

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Chioggia - Veduta aereaSul disegno di un pesce sviluppa la propria struttura il più grande centro urbano della laguna dopo Venezia. Dalla spina dorsale del corso e del canale della Vena, infatti, le calli si dipartono a est e a ovest come lische, lunghe fino all'acqua salmastra delle contrapposte fondamenta Lombardo e San Domenico; una struttura urbanistica che fa sembrare di essere non tanto in una città, quanto in un quartiere della stessa Dominante, anche se richiama fortemente alla realtà la presenza delle automobili. Nei secoli in cui Venezia conquistava la propria sfera d'influenza sull'Adriatico, Chioggia fu attaccata da longobardi (VIII sec.), franchi (IX sec.), padovani (XIII sec.) e genovesi (1379-80), perché attraverso di lei si voleva colpire la Serenissima. Certo, la città uscì distrutta dall'ultimo assedio, e il suo futuro urbano risultò dirottato verso un assetto decisamente insulare a causa delle decisioni di abbandonare la troppo esposta Chioggia Minore (l'attuale Sottomarina). Si parlò di circondare l'abitato di mura, ma un'autorità come Michele Sanmicheli sostenne che la miglior difesa erano le sue acque. Nel '600 Chioggia assunse la sua attuale forma urbana, con la costruzione del ponte Lungo e la sistemazione del molo di piazzetta Vigo. Nell'800 la ferrovia da Adria arrivò alle porte della cittadina, e nel 1921 il ponte dalla Strada Romea interrompeva l'isolamento stradale.

Duomo
Provenendo dal ponte Lungo, per la cinquecentesca porta Garibaldi si sbuca nel campo dove dal terzo decennio del '600, su disegno di Baldassarre Longhena, s'affaccia questo luogo di culto, chiesa in realtà molto più antica (datata almeno al 1000) ma fino alla ricostruzione seguita all'incendio del 1623 diversamente orientata; dell'edificio precedente rimane solo il campanile del 1350. All'interno, spiccano un pulpito marmoreo (1677), e un ciclo di tele di mani diverse che illustrano il martirio dei Ss. Felice e Fortunato, patroni locali.
Collegata al Duomo è la struttura gotica in cotto di San Martino, sorta nel 1392, che custodisce un polittico del 1349 attribuito a Paolo Veneziano.
All'altro lato della chiesa madre si apre il verde di piazza Vescovile, sullo sfondo del settecentesco palazzo del Presule; fra le statue della balaustra, la tradizione privilegia una Madonna soprannominata Refugium peccatorum.

Corso del Popolo
Chioggia - VicoloÈ l'asse "di terra" di Chioggia, cui si affianca poco più a est il corrispettivo acquoreo del canale della Vena. Corsia di passeggio (è lungo 830 metri) e calamita dell'animazione, assunse l'attuale importanza prospettica e visiva tra '600 e '700, quando sull'esempio del Duomo si riorientarono a suo favore le fronti di molti palazzi; inoltre, assieme al canale ha costituito fino a tipi recentissimi l'arteria delle attività produttive e dei servizi. Quasi a metà si apre lo slargo che separa il grande Palazzo comunale ottocentesco dalla SS. Trinità o Trinità dei Rossi, chiesa costruita nel 1528 ma rifatta da Andrea Tirali nel 1703; l'oratorio dei Battuti dietro l'altare maggiore è ornato da un ciclo pittorico (1599-1606) del tardo-manierismo; agli angoli del soffitto, Evangelisti di Palma il Giovane. Il corso si slarga sullo spiazzo di mercato antistante al portico in pietra d'Istria del Granaio, costruito nel 1322 ma discutibilmente restaurato nel 1864; il tabernacolo di facciata contiene una Madonna col Bambino del Sansovino. Oltre la fronte barocca di Sant'Andrea, riedificata nel 1746 e con accanto, isolato, il campanile duecentesco veneto-bizantino, si arriva a piazzetta Vigo, dove ci si può imbarcare per Pellestrina e una colonna in marmo greco con capitello bizantino del secolo XII regge un leone di San Marco. Da ponte Vigo, prospettiva sul canale della Vena.

San Domenico
Duecentesca ma più volte rimaneggiata fino al '700, ha il proprio vanto in un San Paolo datato 1520 e firmato dal Carpaccio (è l'ultima sua opera di cui si ha notizia); all'altare maggiore è un Crocifisso quattrocentesco in legno di scuola nord-europea; a destra del presbiterio una Deposizione di Leandro Bassano.

 

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