Montebelluna e il Montello
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Montebelluna
Il moderno abitato, tra
i massimi centri mondiali per la produzione di
calzature
da montagna, ha antiche origini, come dimostrano la scoperta di
necropoli paleovenete poco
a nord. Il centro della latina "Mons Bellonae" era collocato, però,
in posizione più elevata sull'altura del Mercato Vecchio, attivissimo
centro di scambio commerciale già prima del medioevo e fulcro propulsore
dell'insediamento. Sarà a partire dal 1872, proprio con il trasferimento
a valle del mercato, che il baricentro urbano si sposterà progressivamente
sempre più in pianura.
Risalendo lungo viale della Vittoria dalla centrale Piazza Garibaldi, ci si dirige verso quello che era l'antico nucleo abitato. Dopo un po' si incontra la cinquecentesca villa Binetti-Zuccareda, che accoglie il Museo dello scarpone e della Calzatura sportiva; segue, in posizione panoramica sul moderno abitato, la prepositurale di Santa Maria in Colle, del 1613 ma in seguito trasformata. Proseguendo, nella piazzetta del Mercato Vecchio, è la colonna delle Ducali (1593), posta a sancire i privilegi fiscali di cui godeva la città dal IX secolo al 1872. Ancora da piazza Garibaldi, seguendo verso sinistra corso Mazzini, si raggiunge la seicentesca villa Mocenigo, poi Biagi. Nell'edificio ha sede il Museo civico di scienze naturali che accoglie anche testimonianze archeologiche paleovenete (VIII-IV sec. a.C.) e romane. Si raggiunge infine il neogotico Duomo (del 1908), la cui massicci mole spicca nel cuore dell'abitato.

Il Montello
Rilievo di origine glaciale, quasi isolato in un'area pianeggiante,
il Montello raggiunge un'altezza massima di 400 m. Anticamente ricoperto
da un fitto manto di roveri, divenne preziosa fonte di legname per gli
arsenali della Serenissima.
La tutela attuata dal governo veneziano sulle aree forestali funzionali
alla sua flotta venne però a cadere con la fine della Repubblica Veneta,
cui seguì un inesorabile e incontrollato processo di deforestazione.
A questo si cercò di sopperire, dopo la Grande Guerra, con un impianto
di robinie.
L'amenità del paesaggio contrasta con i ricordi bellici che ogni centro di questa zona porta con sé. A Giavera del Montello è visibile il suggestivo cimitero di guerra inglese, mentre le spoglie di 9.325 caduti della Grande Guerra riposano nell'imponente Sacrario militare di Nervesa della Battaglia, dal quale si vedono le rovine dell'abbazia di San Eustachio, centro religioso fondato nell'XI secolo e distrutto nel 1917. Proseguendo verso nord si giunge a Crocetta del Montello, dove il Museo di storia naturale, all'interno di villa Ancilotto, conserva interessanti reperti archeologici e paleontologici locali.
