Il basso Polesine

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Adria
Questo centro ha imposto il proprio nome al mare Adriatico, del quale fu uno dei grandi porti storici, prima dell'affermarsi di Classe (Ravenna) in epoca tardo-imperiale. Dal VI sec a.C. l'insediamento era divenuto nodo di traffici e di contatti tra diverse civiltà, prima quella greca ed etrusca, cui si sarebbe aggiunta poi quella romana, finché il naturale evolvere delle cose non rese poco pratico lo scalo marittimo di Atria con la sua struttura a canale.
Oggi Adria è il secondo centro del Polesine dopo Rovigo.

Polesine rodiginoNella centrale piazza Garibaldi si trova la Cattedrale nuova sorta nei primi anni dell'800 accanto al campanile isolato (1688); all'interno ospita opere di scuola veneta e, al 3° pilastro a sinistra, un bassorilievo bizantino del VI sec. Dalla navata sinistra si accede alla Cattedrale vecchia, con antico fonte battesimale ottagonale e resti della cripta dell'edificio primitivo, che presenta affreschi bizantini. Corso Vittorio Emanuele II attraversa il Canal Bianco, per passare più oltre davanti alla facciata della chiesa di San Nicolò da Tolentino, rifatta nel '600 e dal 1931 monumento ai Caduti, che custodisce una quattrocentesca Madonna in terracotta. Il corso termina oltre il giardino pubblico nei pressi della chiesa di Santa Maria Assunta della Tomba, antica per origine, ma ricostruita e rimaneggiata più volte fino al '700 e sopraelevata nel 1937. Al suo interno, si trova una vasca battesimale ottagonale dell'VIII secolo, un affresco quattrocentesco al primo altare sinistro e, nella cappella a destra dell'ingresso, un altorilievo in terracotta del primo '400.

Museo archeologico nazionale
Le raccolte del notevole museo, inaugurato nel 1961, si basano su un nucleo assemblato fin dal XVIII sec. dalla locale famiglia Bocchi, acquisito dal Comune nel 1904 e accresciuto dai successivi ritrovamenti di archeologici.
Da ammirare i vasi a figure nere su fondo rosso (VI sec. a.C.; anfora con scene del mito di Eracle) che furono tra le prime importazioni dalla Grecia e, sempre di produzione attica, le coppe a figure rosse su fondo nero (I sec. a.C.). Un sepolcreto sul Canal Bianco (in località Retratto) ha fornito esempi di oreficerie etrusche e romane, nonché vasi in vetro d'età romana. Si osserva quindi la sepoltura di un guerriero veneto o celtico (III sec. a.C.) detta tomba della biga perché sono stati ritrovati scheletri di cavalli e resti in bronzo e in ferro del carro. Nel cortile, tra altri reperti romani, un miliario a lastra (131 a.C.) della Via Popilia da Rimini, con una delle iscrizioni latine più antiche del Nord Italia.

 

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