La Chiesa degli Eremitani

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San Francesco
Preceduto dalla cosiddetta tomba di Antenore dal palazzo Zabarella, duecentesco ma rimaneggiato nel '500 e nell'800, e dal palazzo Papafava, con fascia d'affreschi cinquecenteschi, un portico segnala tale complesso, fondato a inizi '400: ne fanno parte la chiesa, che racchiude affreschi attribuiti al Veronese, e il convento, cui erano annessi l'ospedale, attivo sino al 1798, e la Scuola della Carità, amministratrice dei lasciti per il soccorso degli infermi assistiti nel primo ospedale cittadino.

Via Altinate
Portici e un'edilizia di qualità caratterizzano l'antico asse di collegamento con il centro lagunare, lungo il quale si allineano il palazzo Bembo-Camerini, ristrutturato nel 1527 dal cardinale Bembo, l'antistante palazzo Arslan forse di Pietro Lombardo e, adiacente a quest'ultimo, il palazzo di Giustizia, costruito nel 1874 con parziale recupero del convento dei padri teatini, opera di Vincenzo Scamozzi (1582-86). Dello stesso sono la chiesa di San Gaetano e il completamento del vicino palazzo Pisani-Cornaro.

Padova - Chiesa degli Eremitani

Santa Sofia
La chiesa mantiene le forme romaniche acquisite nei primi decenni del secolo XII. Interessante l'abside, formata esternamente dalla sovrapposizione di tre ordini di arcate. Di gusto bizantino è l'ambulacro aperto da nicchie, in una delle quali si distingue una Madonna del XIII, tra i pochi resti della decorazione a fresco due-trecentesca.

La chiesetta dei Ss. Massimo e Osvaldo, del '200, rielaborata nel '700, ospita tre tele di G.B. Tiepolo e il sepolcro di G.B. Morgagni.

Eremitani
Si intende la chiesa dedicata ai Ss. Filippo e Giacomo, grande edificio conventuale (1276-1306) risultato di un coraggioso e quasi totale rifacimento imposto dal bombardamento dell'11 marzo 1944 che ridusse il complesso a un rudere. I trecenteschi sepolcri di Jacopo e di Ubertino da Carrara all'inizio della navata, e i frammenti di affreschi di Giusto de' Menabuoi e Guariento rispettivamente nella prima e seconda cappella destra passano quasi inosservati di fronte ai resti, scampati alle bombe, degli affreschi della cappella Ovetari o dei Ss. Giacomo e Cristoforo, capolavoro di innovativo realismo di Andrea Mantegna, Antonio Vivarini e altri (1448-1455): ne rimangono due riquadri del Martirio di San Cristoforo, l'Assunta e parte del Martirio di San Jacopo. Di Guariento sono gli affreschi (storie dei Ss. Agostino, Filippo e Giacomo) nel presbiterio, dell'Ammannati (1546) è il mausoleo dell'umanista e giureconsulto Marco Mantova Benavides.

 

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