Montagnana
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Circondata da 2 km di cinta murata è uno dei complessi fortificati meglio conservati al mondo. La struttura urbana dell'abitato è infatti perfettamente rispettosa dell'impianto vecchio di sette secoli, che in nemmeno 24 ettari conserva una dozzina di edifici d'importanza storico-monumentale. Castrum romano in zona insediata fin dall'età del Bronzo, quindi castello bizantino e capoluogo longobardo, l'antica "Motta Eniana" fu più tardi degli Estensi e dal 1242 di Ezzelino da Romano, per passare alla sua sconfitta sotto e controllo padovano e passare nel 1405 a Venezia.
Le mura
Furono costruite nel 1360-62, su precedenti fortificazioni, per volere
dei da Carrara; le 24 torri che le scandiscono, alte tra il 17 e i 19
metri, sono aperte verso l'interno. Nella pianta quadrangolare, le principali
interruzioni corrispondono alla rocca degli Alberi o porta Legnago,
e al castello di San Zeno o porta Padova, fatto costruire nel
1242 da Ezzelino da Romano;
ridotto dalla Serenissima
a deposito di canapa, trasformato dagli imperiali in caserma, le sue
mura in cotto ospitano oggi il
Museo civico, articolato
in una sezione archeologica, un una musicale e in una sulle ceramiche
medievali.

Duomo
L'asse viario che, dal castello di San Zeno, attraversa l'abitato prende
nel primo tratto il nome di via Carrarese, lasciando a sinistra
il palazzo del Municipio, su disegno attribuito a
Michele Sanmicheli
(1538), e aprendosi sul lato opposto nel vasto slargo centrale a portici
che traccia un'accattivante prospettiva obliqua della chiesa madre,
iniziata nel 1431 e conclusa da Lorenzo da Bologna nel 1502 in sostituzione
di un'epoca romanica. Oltre il portale ad arco di trionfo (1530), che
si vuole disegnato dal Sansovino, l'interno rinascimentale offre numerose
opere d'arte. Curiose le conchiglie cinquecentesche sovrastanti le cappelle
laterali del presbiterio.
Opposta alla facciata della chiesa sta quella settecentesca del palazzo
del Monte di Pietà, istituito nel 1947.
Via Matteotti
È, come via Carrarese, caratterizzata da portici. Vi si trovano palazzo
Uberti e palazzo Magnavin-Foratti, attribuito ad Alvise Lamberti
e connotato dalla bella pentafora con balconcini in pietra di Nanto.
Sulla laterale via Montagnana va segnalato l'ex ospedale della Natività
per l'interessante facciata lombardesca.
San Francesco
Sorse a fine '300 ed ebbe aggiunte le absidi un secolo dopo, assieme
al campanile; all'interno, ridotto a navata unica, Trasfigurazione,
scuola del Veronese
e Madonna col Bambino di
Palma il Giovane.
