La valle d’Illasi
Santa Maria della Pieve
La chiesa, intorno alla quale nel medioevo si formò Pieve, sorse, allo sbocco della valle d’Illasi, poco a nord del tracciato della Via Postumia, forse sul sito di un tempio dedicato a Mercurio come suggerisce l’ara murata in un angolo della facciata; fondata in età carolingia, venne rifatta intorno al Mille e modificata nel ’400, epoca alla quale risalgono gli affreschi dell’interno (il Volto santo col Cristo tunicato è assai raro).
Graziosa è Colognola ai Colli, sparsa sulla collina che domina l’imboccatura della valle, che fu scelta come luogo di villeggiatura da molte famiglie della nobiltà veronese. La parrocchiale dei Ss. Fermo e Rustico venne fondata nel XIII secolo e rifatta tra ’600 e ’700.
Illasi
Comune ad altri centri del Veronese è l’assetto del paese, frutto dell’agglomerazione di residenze nobiliari con parco e rustici. Villa Carlotti (1737) emerge maestosa nel cuore dell’abitato, con il corpo centrale preceduto da pronao e collegato alle colombaie dalle ali laterali. La più defilata è villa Perez Pompei-Sagramoso, terminata nel 1737, che si articola in un elegante edificio centrale con portico a bugne, in due ali e in altrettante barchesse; per la decorazione dell’interno fu chiamato, tra gli altri, Giambettino Cignaroli.

Tregnago
Solo dal mastio pentagonale si deduce che il centro principale della valle d’Illasi era difeso, nel medioevo, da un castello (secoli XI-XIII).
Ville circondano il nucleo antico, dove Sant’Egidio, piccola chiesa a pianta centrale (secolo XVI), ospita dipinti di Felice Brusasorci; il palazzo del Municipio è in una villa affrescata nel ’700. Al termine del paese, la chiesa della Disciplina, di fondazione duecentesca, deve a un intervento trecentesco il protiro pensile e uno dei sepolcri (l’altro è del XII secolo); all’interno, la Madonna col Bambino è del ’300, alcuni affreschi sono della scuola di Nicolò Giolfino.
Per avvicinare la storia, la cultura e la vita dei cimbri, è stato aperto, a Selva di Progno, il Museo etnografico dei Cimbri Monsignor Castelletti. Nell’alta valle d’Illasi, là dove la stessa si chiude biforcandosi in due vallette laterali, Giazza coincide con una sacca linguistica dove sopravvive il tedesco altomedievale.
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