La valle dell’Alpone

Soprattutto la “pesciara”, appena fuori Bolca, ha restituito pesci nelle forme indo-pacifiche tropicali del Terziario. Sono loro ad aver dato fama al luogo, che ha aperto per questo un Museo dei Fossili.

La strada si avvicina al torrente Alpone in un paesaggio punteggiato di cave e, dopo San Giovanni Ilarione, nella cui Parrocchiale è una Madonna col Bambino attribuita a Bartolomeo Montagna, la valle si apre e il panorama si addolcisce per la presenza dei vigneti, cui si dedica Montecchia di Crosara, antico feudo dei Maltraverso che conserva lacerti nel nucleo storico; una breve salita porta a Castello, sul sito della rocca di quei signori a dominare il fondovalle, dove sorge la chiesa romanica di San Salvatore, fondata nel secolo XI-XII.

Ormai a fondovalle, in un ambiente dominato dalla vite e dal frutteto, Monteforte d’Alpone è segnato storicamente dall’assidua presenza religiosa, essendo stato feudo dei vescovi di Verona dal 1207 al 1795.
La piazza principale accoglie la neoclassica parrocchiale di Santa Maria Maggiore e l’austero Palazzo vescovile (1471), con un piccolo chiostro a doppio ordine su colonne in marmo rosso.

San Bonifacio

L’attuale centro industriale sorse nell’alto medioevo organizzandosi intorno alla collinetta di La Motta, dove sono i ruderi del castello dei Sambonifacio, demolito nel 1243 da Ezzelino da Romano.
Ai margini dell’abitato si trova la chiesetta di Sant’Abbondio (1491), con protiro e rosone in facciata.

Decentrata sulla statale è anche l’abbazia di San Pietro Apostolo, di fondazione benedettina (secolo VIII) ma ricostruita nel 1131 e nel ’400. Accanto alla facciata tripartita svetta il campanile del 1139, con cella campanaria e cuspide gotiche. Nell’interno, a tre navate su pilastri e colonne, il presbiterio rialzato cela la cripta a cinque navate; di pregio la decorazione pittorica: le storie di San Benedetto (navata destra) sono di un maestro tardogiottesco del ’400; dipinti di scuola tedesca del secolo XV-XVI ornano il presbiterio; l’ancona in pietra dietro l’altare maggiore è attribuita a Bartolomeo Giolfino.

Soave - Porta del Castello Scaligero

Soave

E’ dalle colline a vigneti che vengono le uve dell’omonimo, noto vino, ma il paese è famoso per la maglia viaria del nucleo storico, che ricalca l’impianto del pagus romano sulla Via Postumia rispettato dall’intervento scaligero di costruzione delle mura turrite (1375).

Sull’asse formato dalle vie Roma e Camuzzoni, affaccia la maggior parte dei monumenti. Sulla prima strada è la parrocchiale di San Lorenzo (1303), ornata da artisti del ’500 tra i quali spiccano Paolo Farinati e Francesco Morrone. Su piazza Antenna il palazzo Cavalli (1411), in stile gotico-veneziano e con tracce di affreschi in facciata, e il palazzo di Giustizia (1375), porticato. Lungo via Camuzzoni edifici nobiliari, tra cui spicca il Palazzo scaligero ora sede del Municipio.
Su tutto domina il Castello (secolo X), rifatto da Scaligeri e veneziani: tre cortili cinti da mura circondano il mastio, affiancato dalla casa d’abitazione dei signori nella quale si visitano la sala del Corpo di Guardia, con armi e corazze, e, al primo piano, gli appartamenti; nella camera da letto, Crocifissione (secoli XIII-XIV).

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