Venezia: la Basilica di San Marco

Cappella dogale e Cattedrale di Venezia dal 1807 succedendo a San Pietro di Castello, è da sempre la principale chiesa della città, il luogo ove venivano consacrati i dogi, il fulcro della vita religiosa e pubblica di Venezia. Nell’829 iniziò la sua edificazione per accogliere le spoglie di San Marco trafugate dai veneziani (l’evangelista aveva trovato sepoltura dopo il martirio ad Alessandria d’Egitto); il tempio dedicato al nuovo patrono della città sostituì così quello di San Teodoro, primo protettore. Ristrutturata in diverse occasioni ma sempre sulle originali fondazioni, la Basilica assunse il caratteristico profilo delle chiese bizantine, a croce greca e cupola centrale con altre quattro emisferiche su ogni campata, mentre l’interno venne gradualmente rivestito di mosaici preziosi. Nel XIII secolo si decise di esaltare il volume dell’edificio religioso costruendo, sopra le cupole rotonde, imponenti sopraelevazioni terminanti con cupolette a bulbo. Il lavoro di decorazione proseguì intenso e ancora nell’800 si segnalano operazioni di rifacimento di alcuni mosaici. E proprio i mosaici a fondo d’oro, che si estendono per una superficie complessiva di 4.240 m², rappresentano una delle principali ricchezze della Basilica.

Venezia - Basilica di San Marco

La facciata è articolata su un doppio ordine di cinque arcate a tagliata per l’intera lunghezza da una terrazza balaustrata. Il piano inferiore presenta un complesso intreccio di archetti sporgenti, ordini sovrapposti di colonne, rilievi e decorazioni. Nella calotta della prima arcata, l’unico mosaico antico rimasto sulla facciata: Traslazione del corpo di San Marco nella chiesa (1260-70). Nella lunetta della seconda, Il corpo di San Marco venerato dal doge, cartone di Sebastiano Ricci. Attorno alla lunetta della terza, tre archi decorati da splendidi bassorilievi duecenteschi (mesi, virtù, profeti), uno dei più importanti cicli della scultura romanica in Italia; nell’intradosso dell’arco maggiore sono inseriti i bassorilievi dei mestieri, rappresentanti le principali occupazioni cittadine. Nella quarta, mosaico seicentesco (Il corpo di San Marco accolto dai veneziani). Nella quinta, ancora un mosaico del ’600 (Trafugamento del corpo di San Marco). Sulla terrazza superiore sono poste le copie dei quattro cavalli inviati a Venezia da Costantinopoli dal doge Enrico Dandolo nel 1204. Il fianco verso Palazzo Ducale è introdotto, presso l’angolo, dalla pietra del bando, da cui venivano lette le ordinanze della Repubblica. Seguono il portale d’accesso al Battistero e, opposti, i due pilastri acritani portati dalla città di San Giovanni d’Acri dopo il 1256. Sullo spigolo è il gruppo in porfido dei Tetrarchi, probabile opera siriaca del IV secolo raffiguranti effigi di Diocleziano e degli altri tre imperatori che con lui regnarono a fine del III secolo; la tradizione popolare ne ha fatto quattro mori, impietriti per aver tentato di trafugare il tesoro della Basilica.

Il fianco verso la piazzetta dei Leoni riprende lo schema compositivo della facciata, anche se il restauro ottocentesco ha tolto l’antico splendore delle decorazioni originarie.

L’atrio (o nartece) è l’ambiente che precede l’ingresso alla chiesa, mediando il passaggio dalla luce esterna alla penombra dorata dell’interno. Il pavimento risale al secolo XI-XII; il soffitto è ricoperto da splendidi mosaici (XII-XIII secolo) su temi tratti dal Vecchio Testamento.

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