Il litorale balneare
Eraclea
Borgo agricolo, sorge al termine del lungo rettilineo della Piave Nuova. In questo tratto l’alveo del fiume è incassato dagli argini artificiali che si elevano per vari metri sul piano di campagna, isolando, insieme alle acque, una striscia di terra. Oltre il canale Revedoli, costruito nel XIX sec. per convogliare parte delle acque del Piave in Livenza, sta Eraclea Mare, frequentato centro balneare. Nonostante le costruzioni e il rimboscamento artificiale, si riconosce alle spalle della sua spiaggia il cordone di dune che separava il mare dalle paludi, residui delle antiche lagune di Eraclea e di Jesolo. A ovest dell’abitato è la laguna del Morto, di formazione recente, la cui bocca di porto coincideva fino al 1936 con la foce del Piave. Con la piena di quell’anno, il fiume portò la propria foce a Cortellazzo. Alla foce del Livenza si trova invece Porto Santa Margherita, altra vivace località balneare. La sua imponente darsena è una delle più attrezzate dell’alto Adriatico e può ospitare fino a 800 imbarcazioni da diporto.
Jesolo
Costeggiando il Sile-Piave Vecchia la provinciale porta a Jesolo, moderno centro con un passato di vicus romano (“Equilum”) che fu caposaldo della resistenza bizantina all’invasione longobarda. In località Le Mure sono le fondazioni di due basiliche, resti più significativi della città antica: la prima, ricoperta, è del VIII-IX sec; la seconda, ricostruita nel primo dopoguerra, risale invece all’XI sec, ma venne edificata su precedente una aula paleocristiana (V-VI sec.) della quale restano frammenti di mosaico pavimentale. A circa 4 km dal capoluogo fronteggia il mare Lido di Jesolo, uno dei due più grandi e rinomati centri balneari dell’alto Adriatico. Nato nel 1928 con l’apertura dell’Istituto tubercolare di Treviso, si è poi dilatato sul litorale, dalla foce di Piave Vecchia al porto di Cortellazzo. Qui sbocca il rettilineo canale Cavetta, scavato tra il 1595 e il 1601 per allontanare le acque di piena del Piave dalla bocca di porto della Laguna nord.
Caorle
La cittadina, noto centro balneare, vanta antiche origini: già porto romano nel I sec. a.C., accolse infatti nel 452 d.C. gli abitanti di Concordia Sagittaria, fuggiti alle orde degli Unni. Porto di scambio tra Adriatico ed entroterra molto conteso nel medioevo, cedette a Venezia solo agli inizi del XV sec. e fu sede patriarcale dal 598 al 1818. Il nucleo antico, un tempo solcato da tre rii paralleli alla linea di spiaggia, ha conservato la struttura urbana “a tridente” incentrata sulle due antiche isole. Nella piazza principale sorge la Cattedrale, consacrata nel 1038 ed eretta su una basilica tardocarolingia. Di fronte alla sua nuda facciata a capanna, con due eleganti bassorilievi di fattura bizantina murati ai lati del portale (Sant’Agatonico e San Guglielmo; XII sec.), si leva lo splendido campanile cilindrico, simile a quello di Tessera e concluso da cuspide conica. L’interno della chiesa è a tre navate absidate su pilastri alternati a colonne, con capitelli cubici sormontati da ricche cimase a tarsie nere; nel catino absidale, dal quale pende un Crocifisso del ’400, è la cosiddetta Pala d’Oro, in argento con formelle di fattura in parte bizantine (XII-XIII sec.) e in parte gotico-veneziane (XIV sec.). Nella canonica è allestito il Museo della Cattedrale di Santo Stefano, che custodisce sei tavole trecentesche con Apostoli, icone bizantine, oreficerie sacre (XIV-XVII sec.), sculture e frammenti lapidei. Sulla punta della baia sabbiosa emerge il santuario della Madonna dell’Angelo, ricostruito nel 1751 in un antico luogo votivo; vi si venera l’immagine lignea della Madonna col Bambino, che qui sarebbe giunta miracolosamente dalle terre bizantine.
Le lagune di Caorle
A nord-est dell’abitato, sono ciò che resta della vasta area lagunare tra la Livenza e il Tagliamento, sottoposta a bonifica a partire dagli anni ’20 del ’900 e oggi coltivata a mais. Le quattro valli, tutte lungo il canale Nicessolo, sono splendide dal punto di vista paesaggistico e costituiscono una grande area di sosta, svernamento e nidificazione per molti uccelli acquatici. Tra i canneti e la macchia boschiva, affiora ancora qualche “cason”, tipica abitazione stagionale dei pescatori. A sud, separa le lagune dal mare la lingua sabbiosa di Valle Vecchia, l’unico tratto non urbanizzato di tutto l’alto Adriatico, con una pineta messa a dimora negli anni ’30 del ’900.
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