Il Cadore
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Pieve di Cadore
Indiscusso capoluogo del Cadore, la
cittadina conserva in piazza
Tiziano il quattro-cinquecentesco palazzo della Magnifica Comunità
di Cadore. All'antico organismo di governo, formatosi poco dopo
il Mille e insediato al piano nobile, restano oggi compiti di salvaguardia
culturale e linguistica. Nel
Museo archeologico cadorino
allestito al secondo piano dell'edificio, sono esposti, tra l'altro,
ex voto della stipe di Lagole e materiali provenienti dagli scavi di
Valle di Cadore. La
parrocchiale di Santa Maria Nascente, ricostruita nel 1761 da Domenico
Schiavi, custodisce una Madonna col Bambino di
Tiziano, e altre opere
familiari, tra cui un'Ultima cena, nel presbiterio. Nella cosiddetta
casa di Tiziano, abitazione
di origine quattrocentesca indicata senza prove certe come casa natale
del maestro, si è allestito il piano terreno con mobili da sagrestia,
mentre al piano nobile restano un camino e arredi d'epoca. La delicata
Madonna col Bambino nella Parrocchiale di Pozzale,
frazione a circa 2 km, è invece di
Vittore Carpaccio
e bottega (1519).
Sul Piave a monte di Pieve
Oltre Pieve di Cadore lungo la statale 51 bis, in costa alla valle bloccata
a formare un bacino artificiale,
Calalzo di Cadore è
stazione di testa della linea ferroviaria (1914) proveniente da
Belluno: qui e nelle vicine
Domegge di Cadore e
Lozzo di Cadore
si è affermata la produzione di occhiali e montature. Passata Lozzo,
diverge a destra la strada per il passo Mauria, che conduce nello storico
Oltrepiave: a Vigo
di Cadore emerge la chiesa di Santa Orsola (1344-46),
con interessanti affreschi coevi all'interno; la vicina Biblioteca
storica cadorina conserva pergamene, manoscritti e documenti decisivi
per la storia locale. Opposto a Vigo e più a monte verso il passo,
Lorenzago di Cadore,
riedificato con pianta a scacchiera nel 1855-56 da Giuseppe Segusini,
è frequentato per soggiorno estivo. Seguendo il corso del Piave si raggiunge,
Santo Stefano di Cadore,
capoluogo del Comelico situato a confluenza del Padola nel Piave. Centro
turistico e piccola industria, dalle antiche origini, ha una Parrocchiale
rifatta nel 1664-74, con facciata neoclassica del 1817.

La via principale di Santo Stefano di Cadore indirizza a est lungo il Piave sulla statale per Sappada. Da Campolongo, si sale a San Pietro di Cadore, dove il palazzo Poli-de Pol (1663-66, oggi sede municipale) offre un singolare esempio di trasposizione dell'architettura di villa in area montana. L'edificio, che presenta una facciata attribuita a Baldassarre Longhena, ha nell'interno tre sale affrescate. Oltre Campolongo converge da nord la val Visdende, ricca di escursioni in un ambiente montano meravigliosamente intatto. Superato l'orrido dell'Acquatona, si esce nella bella conca dove si susseguono i diversi nuclei che compongono il comune sparso di Sappada, importante centro di villeggiatura e sport invernali. Belle architetture rurali in legno si conservano nelle frazione Kratten e Cima. Una di esse, in località Cretta, è la Casa-museo della civiltà contadina. Nel Municipio, il Museo etnografico documenta le origini tedesche del popolamento nella conca sappadina. Ancora a monte si raggiunge la zona delle sorgenti del Piave, che sgorgano a quote comprese tra i 1830 e 1880 metri.
