Agordino

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Nel fondovalle del Cordevole, il breve percorso da Caprile ad Alleghe corre tra la spettacolare vista della parete nord della Civetta e la sponda del lago di Alleghe, formatosi nel 1771 per uno sbarramento franoso tuttora riconoscibile. Una strada permette di percorrerne la pittoresca sponda occidentale, con belle viste su Alleghe, oggi accogliente centro turistico estivo e invernale, e la sovrastante Civetta. A valle del lago il solco del Cordevole si fa profondo, per riaprirsi un poco in corrispondenza della confluenza del Biois, dove sorge Cencenighe Agordino, centro turistico e di piccola industria.

Vista su Agordo

Risalendo la bellissima valle del Biois, si percorre il "canale" scavato dal torrente roccia. Sede del comune sparso di Vallada Agordina è Sacchet, a monte del quale si trova la chiesa di San Simon, menzionata fin dal 1185. L'edificio conserva il più importante ciclo di affreschi di Paris Bordone (XVI secolo) conservatosi fino a oggi. Segue, in ambiente tipicamente dolomitico, Canale d'Agordo, chiamata fino al 1946 Forno di Canale per le locali attività metallurgiche. Nella Parrocchiale, rifatta da Giuseppe Segusini nel 1859, tabernacolo ligneo di Andrea Brustolon. Superata Caviola, messa a fuoco per rappresaglia dai nazisti nel 1944, alla biforcazione della valle si dispone Falcade, centro escursionistico e sciistico di grande valore. All'uscita del paese, la statale 346 conduce al passo di San Pellegrino, e da qui a Moena, in Trentino; tenendo invece a sinistra, una strada provinciale dirige al passo di Valles, e passa in Trentino nei pressi dell'esteso Parco nazionale di Paneveggio.

Verso Agordo
A valle di Cencenighe, un'ulteriore strettoia sotto le pale di San Lucano è la "chiusa" che tradizionalmente divide la valle del Cordevole in Soprachiusa e Sottochiusa. A Taibon Agordino, il torrente Tegnas scende dalla valle di San Lucano, ammantata di boschi e stretta tra le pale di San Lucano (a destra) e il monte Agner (a sinistra). Indiscusso capoluogo della valle del Cordevole, è Agordo, almeno dal X secolo fu inscindibilmente legata alle sorti di Belluno. Anch'essa ha un lungo passato di polo minerario, fornitore di materie prime per le spade bellunesi, l'industria e la zecca veneziana. Nella piazza principale s'affaccia il sette-ottocentesco palazzo Crotta-De Manzoni, sistemato da Giovanni Segusini con una peculiare sintesi di tipologie di palazzo e di villa. La Parrocchiale, opera dello stesso architetto, conserva all'interno dipinti di Palma il Giovane. Non troppo distante dal capoluogo di provincia, la statale 203 fa il proprio ingresso nel Canale di Agordo, solco profondamente scavato dal Cordevole tra il gruppo della Schiara (2563 m) e quello dei monti del Sole (2240 m), ora compresi nel perimetro del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi.

 

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